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questa lettera, pervenuta non integralmente, parla la stessa
Santa Chiara nella sua terza missiva alla beata Agnese da
Praga, scritta probabilmente all’inizio del 1238. Sulla
sua autenticità non vi sono dubbi. Anche l’occasione
è ben nota: Agnese aveva posto delle domande a Chiara,
circa la prassi del digiuno osservata in San Damiano. Chiara
risponde, richiamandosi innanzitutto agli ammonimenti ed incarichi
di San Francesco ed a un suo scritto.
In riferimento al quesito che mi proponi, rispondo
così alla tua carità. Mi chiedi quali feste
il gloriosissimo padre nostro san Francesco ci ammonì
di celebrare con particolare solennità, consentendo
di consumare per l'occasione cibi migliori. Prudente come
sei, saprai certamente che, eccettuate le sorelle deboli e
malate - a favore delle quali esortò e comandò
di usare un delicato buonsenso nell'offrire qualunque cibo
-, ognuna di noi che sia sana e forte dovrebbe prendere sia
nei giorni feriali che nei giorni festivi soltanto i cibi
consentiti durante la quaresima, digiunando ogni giorno, salvo
le domeniche e il Natale del Signore, quando dovremmo fare
due pasti.
Anche nei giovedì che non cadono in periodi di digiuno,
ciascuna può comportarsi come preferisce, in modo che
quella la quale non vuoi digiunare, non vi sia obbligata.
Noi però che siamo sane, digiuniamo abitualmente tutti
i giorni dell’anno, fuorché le domeniche e il
Natale. Non siamo però obbligate a digiunare - come
dice uno scritto del beato Francesco, - neppure nell’intero
tempo pasquale e nelle festività di santa Maria e dei
santi Apostoli, purché queste solennità non
cadano di venerdì. Ma, come s’è detto
dianzi, noi che siamo in salute e vigorose, consumiamo solo
cibi consentiti in quaresima.